Tirante e Mannarino: semifinale di Vienna da seguire
Argentino e francese di nuovo di fronte dopo lo US Open: in palio la finale indoor di Vienna.
La semifinale indoor di Vienna mette uno di fronte all’altro due giocatori che si conoscono già da vicino: l’argentino Thiago Agustin Tirante e il francese Adrian Mannarino si erano infatti incrociati poche settimane fa sul cemento di New York. Allora a spuntarla fu il transalpino, ma quel confronto arrivò in una cornice molto diversa da quella di un torneo al coperto europeo, in piena stagione autunnale e con tutt’altre condizioni di gioco.
Precedenti
L’unico scontro diretto finora disputato risale allo US Open, dove Mannarino ebbe la meglio su Tirante al termine di una battaglia lunga, decisa soltanto nelle fasi conclusive. È un dato che pesa, perché racconta di un giocatore capace di reggere la pressione nei momenti caldi, ma va letto con prudenza: un solo precedente fotografa una singola giornata, per di più all’aperto, e non basta a fissare una gerarchia stabile tra i due. Da allora i percorsi di entrambi hanno attraversato alti e bassi che meritano di essere messi in fila con attenzione.
La forma recente
Tirante si presenta a questa sfida reduce da due sconfitte consecutive, maturate contro F. Diaz Acosta ad Almaty e contro R. Jodar a Shanghai. Guardando però un orizzonte leggermente più ampio emerge un tennista capace di alzare in modo netto il proprio rendimento: nell’estate nordamericana aveva infilato un filotto di risultati di rilievo, superando a Cincinnati avversari del calibro di N. Djokovic e J. Mensik, e togliendosi a Montreal la soddisfazione di battere T. Fritz. A questi vanno aggiunti il successo in Coppa Davis contro M. Alkaya e una corsa fino ai quarti proprio a Cincinnati, poi interrotta da A. Fils. Segnali di un potenziale che, nelle giornate giuste, sa farsi assolutamente concreto.
Mannarino, dal canto suo, ha vissuto settimane particolarmente dense. Ad Almaty ha firmato forse l’acuto più rumoroso del suo autunno, superando A. Rublev, prima di cedere in un match disputato appena pochi giorni prima di questo appuntamento. Ancora più indietro nel tempo, a Pechino era riuscito a spingersi fino all’ultimo atto, arrendendosi solo a P. Carreno-Busta dopo aver eliminato in semifinale M. Kecmanovic, mentre a Shanghai aveva piegato F. Cobolli. Un percorso che testimonia continuità nel raggiungere i turni avanzati, anche se il grande titolo è finora rimasto fuori portata.
Il fattore calendario
Tra i due c’è però una differenza che salta all’occhio e riguarda il carico di partite accumulato. Il francese è rimasto impegnato in un altro torneo fino a pochissimo tempo prima di questa semifinale, con tanto di trasferta e di recupero ridotto all’osso. L’argentino, al contrario, non scende in campo da qualche giorno e arriva teoricamente con riserve di energia più ampie. In un contesto come quello del cemento indoor, dove gli scambi tendono a essere rapidi e i turni al servizio si susseguono serrati, la freschezza fisica può diventare un dettaglio importante nei frangenti di maggiore tensione.
Stile e superficie
Sul piano tecnico il confronto propone due interpreti dal tocco diverso. Mannarino è un mancino dal tennis piatto e dai tempi anticipati, un profilo che sulla superficie veloce al coperto, con i suoi rimbalzi regolari e le traiettorie basse, trova spesso un ambiente congeniale. Tirante, destro, fa invece leva su una maggiore intensità da fondo campo e sulla capacità di spingere con continuità nello scambio. In una partita che si preannuncia dai margini stretti, la gestione delle palle break, da un lato e dall’altro della rete, rischia di diventare il vero crocevia dell’incontro.
La posta in palio
In ballo c’è l’accesso alla finale del torneo, un traguardo che darebbe ulteriore peso specifico a una settimana già positiva per entrambi. Per l’argentino sarebbe la conferma di un livello intravisto a tratti nei mesi scorsi; per il francese, la prosecuzione di un autunno vissuto a ritmi altissimi e con numerosi turni avanzati raggiunti. Due motivazioni diverse ma ugualmente forti, che promettono di alzare l’intensità dal primo quindici.
Arrivano dunque a questo appuntamento con argomenti solidi e, allo stesso tempo, con qualche punto interrogativo: un precedente che sorride al francese ma resta isolato, un calendario decisamente più clemente per l’argentino, e uno scenario indoor che si presta a più di una lettura. Come sempre, sarà il campo a sciogliere i nodi di una semifinale dai contorni tutt’altro che scontati, in cui i dettagli peseranno più delle etichette.
Oggi la può spuntare Tirante: arriva con diversi giorni di riposo in più e con un tetto di rendimento recente elevato, contro un Mannarino sceso in campo appena ieri in un altro torneo. Occhio però al mancino, capace di allungare e trascinare la contesa fino in fondo.