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Vienna, l'ultimo atto: Mannarino sfida Molcan per il titolo

Due percorsi diversi, nessun precedente tra loro e un veloce indoor che può ribaltare gli equilibri: chi alzerà il trofeo a Vienna?

Foto: Adrian Mannarino at the 2010 US Open 01.jpg | Robbie Mendelson | CC BY-SA 2.0
Redazione AnalisiTennis - 25 ottobre 2026 alle ore 08:30

Vienna chiude la sua settimana con una finale dal sapore inatteso: da una parte il francese Adrian Mannarino, dall’altra lo slovacco Alex Molcan, due giocatori che hanno attraversato il tabellone con ritmi e storie diverse per ritrovarsi oggi, 25 ottobre, a contendersi il titolo sul veloce indoor austriaco. Nessuno dei due partiva come favorito d’obbligo a inizio torneo, e questo rende l’ultimo atto ancora più aperto alla lettura.

Il cammino verso la finale

Mannarino si è guadagnato l’accesso superando in semifinale Thiago Agustin Tirante. Il francese arriva all’appuntamento dopo una settimana densissima: prima di Vienna era stato impegnato ad Almaty, dove aveva firmato il colpo più rumoroso del suo autunno battendo Andrey Rublev negli ottavi, salvo poi fermarsi ai quarti contro Nikoloz Basilashvili.

Molcan, dal canto suo, ha raggiunto la finale eliminando in semifinale Hamad Medjedovic, confermando un buon stato di forma sul cemento coperto. Lo slovacco ha gestito un calendario più diluito: il suo ultimo impegno ufficiale prima di questa settimana risaliva a inizio ottobre a Shanghai, segno di un avvicinamento meno affollato di partite rispetto al rivale.

Nessun precedente tra loro

Il dato che pesa di più sulla vigilia è paradossalmente un’assenza: Mannarino e Molcan non si sono mai affrontati in un match ufficiale registrato. Non esiste quindi uno storico di scontri diretti a cui aggrapparsi per capire chi abbia il piano di gioco più efficace contro l’altro. È una finale che entrambi affrontano senza riferimenti incrociati, costretti a leggere l’avversario strada facendo, set dopo set.

La forma delle ultime settimane

Guardando alle ultime quindici partite, il bilancio premia di poco il francese, con nove vittorie e sei sconfitte contro le otto vittorie e sette sconfitte dello slovacco. Più della contabilità contano però i nomi: Mannarino ha messo in fila successi contro giocatori di prima fascia come Rublev ad Almaty e Flavio Cobolli a Shanghai, oltre ad aver raggiunto la finale a Pechino prima di arrendersi a Pablo Carreno-Busta.

Molcan ha costruito la sua fiducia con un settembre produttivo tra Pechino e la Coppa Davis, dove ha regolato tra gli altri Tomas Machac, per poi ritrovare continuità con lo spunto di Shanghai. I suoi passi falsi recenti contro avversari come Khachanov e Benjamin Bonzi raccontano però di una tenuta ancora da consolidare quando il livello generale della sfida si alza.

Stile di gioco e superficie

Il campo veloce indoor di Vienna tende a premiare chi gioca piatto, anticipa e toglie tempo all’avversario. Il mancino francese fa di questo registro la sua firma: traiettorie tese, servizio che apre angoli scomodi e capacità di accorciare lo scambio quando serve. Sono caratteristiche che sul cemento coperto trovano un contesto favorevole.

Molcan oppone un tennis più basato sulla rotazione e sulla solidità da fondo, con un rovescio che può diventare arma quando trova ritmo e profondità. La domanda tecnica della finale è proprio questa: se lo slovacco riuscirà a imporre scambi più lunghi e a spezzare il tempo del rivale, oppure se sarà Mannarino a dettare la cadenza con la sua palla rapida fin dai primi colpi dello scambio.

Freschezza contro ritmo

C’è infine un contrasto interessante sul piano della condizione. Mannarino arriva con molte partite nelle gambe nell’arco di pochi giorni, un fattore che può significare rodaggio e automatismi rodati ma anche usura fisica in una finale al meglio dei tre set. Molcan, meno sollecitato nelle ultime settimane, potrebbe presentarsi più fresco ma anche meno dentro quel ritmo-partita che solo i match consecutivi regalano.

È questa la vera incognita dell’ultimo atto viennese: un giocatore in piena rotazione agonistica contro uno che ha dosato le energie. Entrambi hanno dimostrato in questa stagione di saper battere avversari più quotati, ed entrambi conoscono il peso di una finale, avendola già vissuta di recente nel caso del francese. Il titolo si deciderà su quanto ciascuno riuscirà a imporre la propria identità tennistica nei primi scambi di ogni set.

Il nostro pronostico

Oggi la può spuntare Mannarino: la palla piatta del mancino si sposa con il veloce indoor e le ultime settimane gli hanno portato scalpi di maggior peso. Molcan più fresco resta un'insidia, ma il ritmo-partita pende dal francese.