Mpetshi Perricard-Kovacevic, finale di Basilea da decifrare
Due percorsi diversi convergono nell'ultimo atto sul cemento indoor svizzero, con un precedente stagionale in parita'
La settimana di Basilea si chiude con un ultimo atto che mette di fronte G. Mpetshi Perricard e A. Kovacevic, due giocatori arrivati alla finale lungo strade differenti ma animati dallo stesso obiettivo. Il cemento indoor svizzero fa da cornice a una sfida ricca di spunti, perche’ i due si conoscono bene e si sono gia’ incrociati nel corso di questa stagione, dividendosi la posta in palio.
I due cammini verso la finale
Entrambi hanno staccato il biglietto per l’ultimo atto nella stessa giornata, il 24 ottobre. Mpetshi Perricard ha superato S. Baez in semifinale, confermando di aver trovato continuita’ proprio nel momento piu’ importante del torneo. Dall’altra parte del tabellone, Kovacevic ha regolato J. Duckworth, chiudendo i conti in due set e presentandosi alla finale senza aver speso energie in un terzo parziale. Due vittorie che valgono la stessa cosa, ma maturate con modalita’ diverse e che restituiscono l’immagine di due tennisti arrivati fin qui con merito.
Precedenti
Il capitolo degli scontri diretti racconta un perfetto equilibrio. I due si sono affrontati due volte in questo 2026 e il bilancio dice una vittoria a testa. A gennaio, nei quarti di Brisbane, fu Kovacevic ad avere la meglio al termine di una battaglia lunga tre set. A giugno, invece, nella finale di Londra, tocco’ a Mpetshi Perricard imporsi in due parziali, senza concedere set all’avversario. Il fatto che le due sfide siano arrivate su superfici differenti rende il precedente ancora meno indicativo in vista di oggi: nessuno dei due parte con la certezza di sapere gia’ come andra’ a finire.
Forma e momento
Guardando alle ultime settimane, Kovacevic ha messo insieme un cammino ricco di partite e di chilometri. A fine settembre ha raggiunto la finale a Tokyo, fermandosi solo all’ultimo ostacolo, e nel corso dell’estate aveva firmato successi di valore, tra cui quello su S. Tsitsipas a Winston-Salem e su K. Khachanov a Cincinnati. Un rendimento alternato, fatto di acuti e di qualche battuta d’arresto, ma che descrive un giocatore capace di alzare il proprio livello quando trova avversari di prima fascia.
Il percorso recente di Mpetshi Perricard racconta invece di un periodo piu’ complicato lontano da Basilea, con diverse uscite anticipate tra Brussels, Roanne e i tornei nordamericani di fine estate. Proprio per questo la corsa di questa settimana assume un peso particolare: ritrovare una finale dopo un tratto difficile e’ il segnale di un giocatore che sembra aver rimesso insieme i pezzi nel momento giusto della stagione, trasformando un periodo opaco in una settimana da protagonista.
Superficie e stile
Il cemento indoor e’ un terreno che tende a esaltare determinate qualita’. Mpetshi Perricard porta in dote un servizio tra i piu’ potenti dell’intero circuito, un’arma che tra quattro mura, con rimbalzi regolari e assenza di vento, puo’ pesare in modo evidente e accorciare gli scambi. Tenere agevolmente il proprio turno di battuta diventa, in queste condizioni, il primo mattone su cui provare a costruire l’intera partita.
Kovacevic, dal canto suo, e’ un giocatore solido da fondo campo, abile nella risposta e nella costruzione dello scambio. La sua capacita’ di leggere il servizio avversario e di trascinare il rivale in palleggi prolungati rappresenta la contromisura piu’ naturale a chi fa della prima palla il proprio punto di forza. Il duello tra la battuta dell’uno e la risposta dell’altro e’ con ogni probabilita’ la vera chiave tattica dell’ultimo atto.
Cosa puo’ pesare
In una finale contano spesso i dettagli: una manciata di punti, qualche palla break sfruttata al momento giusto, la lucidita’ nei passaggi piu’ tesi e nell’eventuale tie-break. Entrambi ci arrivano con la fiducia di chi ha appena vinto la propria semifinale, ma nessuno dei due ha mostrato in stagione una superiorita’ cosi’ netta da potersi sentire davvero al sicuro. L’esperienza accumulata nelle ultime settimane da una parte e la freschezza del percorso dall’altra sono elementi che si bilanciano a vicenda.
Una finale, insomma, che unisce due identita’ tennistiche diverse e un precedente in perfetta parita’. Sara’ il campo a stabilire quale delle due filosofie, la potenza al servizio o la solidita’ in risposta, riuscira’ a prendere il sopravvento nell’atto conclusivo di Basilea, in un confronto che si annuncia tutto da seguire punto dopo punto.
Finale in equilibrio, con segnali contrastanti: lo scenario piu' plausibile e' un match deciso al terzo set, in cui entrambi possono prendersi almeno un parziale senza un favorito netto.