Vienna, quarti: Mannarino contro Medvedev sul veloce
Il mancino francese sfida il russo reduce da un ottobre quasi perfetto: nei quarti indoor di Vienna qualcosa dovra' cedere.
I quarti di finale dell’ATP di Vienna mettono di fronte due profili tennistici agli antipodi, uniti pero’ da un autunno intenso passato a girare l’Asia e l’Europa senza quasi mai fermarsi. Da una parte Adrian Mannarino, mancino francese dal gioco piatto e mancino, abituato a togliere ritmo e a vivere di anticipo; dall’altra Daniil Medvedev, il russo dalla difesa elastica e dalla risposta profonda, uno dei tennisti piu’ a suo agio sul cemento indoor. Sul veloce al coperto della capitale austriaca, dove la palla viaggia bassa e rapida, i due si ritroveranno per la sesta volta in carriera.
Precedenti
La storia degli scontri diretti racconta cinque capitoli, con un bilancio che pende dalla parte di Medvedev per quattro successi a uno. Il russo si e’ imposto a Hertogenbosch nel 2022 per due set a zero, poi a Wimbledon nel 2023 con un netto tre a zero, ancora a Pechino nel 2024 per due a zero e di nuovo sull’erba di Hertogenbosch nel 2025 con lo stesso punteggio. L’unico acuto di Mannarino risale invece al giugno del 2023, sempre a Hertogenbosch, quando il francese piego’ Medvedev al terzo set. Un quadro in cui il transalpino conosce bene la via del successo contro questo avversario, pur avendola imboccata una sola volta.
Il mese di ottobre
Il calendario recente parla di due condizioni diverse. Medvedev arriva da una striscia molto densa: a Vienna ha gia’ superato Norrie e Merida Aguilar, mentre nelle settimane precedenti aveva alzato il trofeo ad Almaty battendo in finale Basilashvili, dopo aver eliminato Atmane e Shimabukuro. A Shanghai erano arrivati i successi contro Tsitsipas e Paul, prima dello stop in semifinale con Jodar, e a Pechino un cammino solido fino ai quarti. Un mese quasi ininterrotto di vittorie.
Mannarino, dal canto suo, ha vissuto un ottobre piu’ altalenante ma ricco di spunti. A Vienna ha regolato Mensik e Buse, mentre ad Almaty si era tolto la soddisfazione di superare Rublev prima di cedere proprio a Basilashvili nei quarti. Piu’ indietro nel tempo erano arrivate battute d’arresto con Khachanov a Shanghai e con Carreno-Busta nella finale di Pechino, intervallate da buone prestazioni contro Cobolli e Kecmanovic. Un rendimento in chiaroscuro, con lampi di ottimo livello alternati a passaggi a vuoto.
Stile di gioco
Sul piano tecnico il confronto e’ affascinante proprio per la diversita’ dei due. Mannarino gioca corto e teso, cerca di accorciare gli scambi con il rovescio bloccato e con un servizio mancino che apre angoli insoliti, puntando a non dare mai due volte lo stesso ritmo. Medvedev, al contrario, vive di profondita’ e pazienza, ribatte da posizioni arretrate e trasforma la difesa in costruzione, appoggiandosi a una risposta che leva tempo a chi serve. Sul cemento indoor, dove il rimbalzo resta contenuto, entrambi trovano elementi congeniali: il francese per la rapidita’ della superficie, il russo per il controllo e la lettura degli scambi prolungati.
Il fattore freschezza
Un tema non secondario e’ quello delle energie. Entrambi hanno accumulato tanti incontri nelle ultime settimane, spostandosi tra continenti e fusi orari diversi, e ai quarti di un torneo indoor la gestione fisica pesa quanto il colpo vincente. Mannarino tende a chiudere i punti in fretta proprio per preservarsi, mentre Medvedev accetta di buon grado gli scambi lunghi confidando nella propria tenuta. Chi riuscira’ a imporre il proprio ritmo nelle prime fasi avra’ modo di indirizzare l’inerzia del match e di risparmiare risorse preziose in caso di terzo set.
Il veloce coperto di Vienna, storicamente favorevole a chi serve bene e sa variare, promette dunque un confronto tattico in cui l’anticipo del mancino francese provera’ a sfidare la solidita’ del russo. I precedenti, la forma delle ultime settimane e le caratteristiche dei due offrono chiavi di lettura diverse, e saranno i primi game a dire quale canovaccio prevarra’. Un quarto di finale che unisce tradizione del confronto e attualita’ di un finale di stagione ancora tutto da scrivere.
Oggi nettamente Medvedev: il russo arriva da un ottobre da quattordici vittorie con il titolo di Almaty, conduce quattro a uno nei precedenti e sul veloce indoor trova la superficie che ne esalta risposta e solidita'.
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