Alcaraz domina Vienna, Vacherot sorprende a Basilea
Sette giorni quasi interamente sul veloce indoor: due tornei ATP, una manciata di WTA e i Challenger a riempire il calendario.
Una settimana quasi tutta sul cemento
La settimana appena archiviata ha parlato quasi una sola lingua, quella del cemento. Sul veloce si sono giocati i due appuntamenti ATP di Basilea e Vienna, i tornei WTA di Guangzhou, Tokyo, Queretaro, Chennai e le qualificazioni di Courmayeur, oltre ai Challenger di Ningbo, Brest e Sioux Falls. L’unica eccezione è arrivata dalla terra di Guayaquil, in Ecuador, isola rossa in un calendario ormai interamente indoor. Nei nostri uffici sono passati sotto la lente trenta match a Basilea e ventitré a Vienna, i due fuochi principali della settimana.
Vacherot e Alcaraz, due storie opposte a Basilea e Vienna
A Basilea il copione ha riservato la sorpresa più grande. Valentin Vacherot ha costruito un cammino solido — superando tra gli altri Rinky Hijikata e un cliente scomodo come Holger Rune — fino a prendersi il titolo in finale contro Jiri Lehecka, rimontato dopo un primo set perso per 2-6 e piegato 6-3 6-3. Lehecka, che lungo la strada aveva regolato Jakub Kym, si è dovuto arrendere solo all’ultimo atto. Nel tabellone avevano acceso la settimana anche il derelitto confronto tra Taylor Fritz e Stefanos Tsitsipas e la sfida tra Giovanni Mpetshi Perricard e Arthur Fils.
A Vienna, invece, nessuna sorpresa ma una conferma di classe assoluta. Carlos Alcaraz ha attraversato il tabellone con autorità, superando Tommy Paul e Karen Khachanov, per poi liquidare in finale Alex de Minaur con un perentorio 6-1 6-4. Spettacolo anche attorno a lui: Matteo Berrettini si è messo in luce contro De Minaur e Tomas Martin Etcheverry, mentre Lorenzo Musetti ha incrociato Frances Tiafoe e Daniil Medvedev ha dato vita a due battaglie con Cameron Norrie e Adrian Mannarino.
Il WTA sorride a Dart, Shnaider e Andreescu
Il circuito femminile ha regalato tre campionesse verificate. A Guangzhou è stata Harriet Dart a imporsi, al termine di una finale durissima contro Lilli Tagger chiusa 4-6 6-3 6-4 dopo aver superato Xinyu Sun e Jodie Anna Burrage lungo il percorso tracciato tra Daria Yastremska e compagne. A Tokyo il titolo è andato a Diana Shnaider, che ha domato Leylah Fernandez per 6-4 5-7 6-2 in un torneo che aveva visto brillare anche Alexandra Eala, opposta tra le altre a proprio Shnaider nelle fasi precedenti, ed Elena Rybakina contro Yulia Putintseva. A Queretaro il lieto fine porta la firma di Bianca Andreescu, capace di piegare Tatjana Maria 6-1 2-6 6-3, mentre nelle qualificazioni di Courmayeur Alina Charaeva ha superato Noma Noha Akugue per 6-3 6-4.
I tornei ancora aperti
Altrove la settimana non ha ancora emesso il suo verdetto. A Chennai, Ningbo, Brest, Guayaquil e Sioux Falls le ultime battute restano da scrivere: tra i Challenger si sono messi in mostra Learner Tien e compagni, con Max Damm protagonista a Brest contro Dan Added, Prizmic e Kouame, e Lloyd Harris, pardon, Leo Broady presente in più di un confronto a Ningbo. Per rispetto della cronaca, qui non assegniamo coppe che non siano ancora state alzate.
Verso la settimana che inizia
Si riparte ancora al coperto, con la stagione che corre spedita verso la sua chiusura. Chi ha brillato in questi sette giorni — su tutti un Alcaraz in stato di grazia e un Vacherot capace di trasformare l’occasione in titolo — porterà fiducia nei prossimi tabelloni. Il cemento resta il giudice, e le gerarchie sono tutt’altro che congelate.
Alcaraz detta legge, Vacherot sorprende: il cemento consegna certezze e sorprese, e la stagione corre già verso il gran finale.