Chi è
Alejandro Davidovich Fokina è uno dei tennisti spagnoli più riconoscibili della sua generazione, nato a Málaga nel 1999 da madre russa e padre svedese, origini che spiegano il cognome composto così particolare sul tour. Cresciuto nel solco di una tradizione tennistica nazionale ricchissima, si è imposto all’attenzione internazionale giovanissimo, quando il suo nome ha iniziato a circolare nei circuiti giovanili come quello di un predestinato. La sua carriera da professionista ha poi raccontato una storia più sfaccettata: quella di un giocatore dal talento cristallino, costretto a convivere con una continuità di rendimento che non sempre ha accompagnato le sue qualità tecniche.
Il suo tennis
Il tratto distintivo di Davidovich Fokina è la fantasia. Pochi altri sul circuito maggiore possiedono il suo repertorio di soluzioni: la palla corta, giocata con sensibilità e tempismo fuori dal comune, è diventata quasi un marchio di fabbrica, così come la capacità di cambiare ritmo e altezza della palla per spezzare la regolarità dell’avversario. Il suo è un tennis d’istinto, costruito su una mano educata e su una lettura del gioco che gli consente invenzioni impensabili per molti colleghi.
Luci e ombre
Proprio questa natura estrosa è però il suo limite più evidente. Nelle fasi calde dei match la ricerca del colpo spettacolare può trasformarsi in scelta affrettata, e la gestione emotiva è stata a lungo il vero terreno di crescita della sua carriera. Quando riesce a incanalare l’energia nella direzione giusta, lo spagnolo sa battere avversari di altissimo livello; quando invece l’emotività prende il sopravvento, può complicarsi partite ampiamente alla sua portata.
Sulle diverse superfici
La terra battuta è storicamente l’ambiente in cui Davidovich Fokina esprime il meglio di sé. Il tempo di gioco più lungo, i rimbalzi alti e la possibilità di costruire lo scambio con pazienza si sposano alla perfezione con la varietà del suo repertorio, e non a caso i suoi risultati più prestigiosi sono maturati proprio su questa superficie. Il cemento gli chiede invece maggiore solidità e un tennis più diretto, condizioni in cui il margine di errore si riduce: qui ha comunque ottenuto buone affermazioni, confermandosi un giocatore versatile. Sull’erba, infine, la sua sensibilità di tocco rappresenta una risorsa, anche se si tratta della superficie su cui ha giocato meno e in cui la continuità resta più difficile da trovare.
Trofei e momenti chiave
Il momento che più di ogni altro ha dato dimensione internazionale alla sua carriera resta la finale raggiunta in un Masters 1000 sulla terra di Monte-Carlo, un torneo tra i più prestigiosi del calendario, in cui lo spagnolo si fermò soltanto all’ultimo atto. A livello giovanile, inoltre, il suo nome è legato al successo in un torneo dello Slam juniores, affermazione che a suo tempo lo consacrò tra i più promettenti talenti del panorama mondiale.
Trofei principali
- Finale in un torneo Masters 1000 sulla terra battuta
- Titolo in un torneo dello Slam a livello juniores
- Diverse affermazioni e finali nel circuito maggiore nel corso delle stagioni
Il percorso di Davidovich Fokina, con i suoi alti e bassi, resta quello di un giocatore capace in qualsiasi momento di accendere il pubblico e di mettere in difficoltà chiunque: un tennista che ha fatto del talento e dell’imprevedibilità la propria cifra più autentica.