Chi è
Alex de Minaur è nato a Sydney nel febbraio del 1999 e porta con sé una doppia anima, australiana e spagnola, che ha segnato la sua formazione tennistica tra Alicante e la terra d’origine. Soprannominato “Demon” per l’intensità con cui affronta ogni punto, è cresciuto fino a diventare il punto di riferimento del movimento australiano, erede di una tradizione gloriosa. La sua ascesa è stata graduale ma inarrestabile, costruita match dopo match con una professionalità che lo ha portato stabilmente nei piani alti della classifica mondiale e nelle fasi avanzate dei tornei più importanti.
Il suo tennis
Il tratto distintivo di de Minaur è la velocità di gambe, forse la più alta dell’intero circuito. La sua capacità di coprire il campo trasforma palle che sembrano vincenti in altri scambi, costringendo gli avversari a cercare sempre un colpo in più. Attorno a questa dote ha costruito un tennis di grande solidità, fatto di risposte profonde, passanti precisi e un rovescio a due mani affidabile in ogni situazione. Negli anni ha aggiunto peso al dritto e coraggio nelle discese a rete, limando il limite storico della potenza pura. Il cemento resta la superficie ideale per la sua corsa e i suoi tempi di reazione, anche se la sua disciplina lo rende competitivo ovunque.
Il momento
Il 2026 racconta un de Minaur in grande continuità, con un bilancio recente di dodici vittorie e tre sconfitte. A Pechino ha inanellato una serie di successi di peso, battendo Andrey Rublev nei quarti e superando nei turni precedenti Quentin Halys e Mariano Navone. A Shanghai ha regolato Karen Khachanov negli ottavi prima di arrendersi ad Alexander Zverev nei quarti, mentre a Vienna ha aperto il torneo piegando Tomas Machac. La sfida con il giovane Learner Tien lo vede arrivare da favorito, forte di una condizione che lo accompagna con regolarità in questo scorcio finale di stagione sul veloce indoor.