Chi è
Laslo Djere è un tennista serbo nato nel 1995 a Senta, nel nord del Paese, in una zona di confine di cultura mista. Cresciuto tennisticamente sulla terra battuta, ha costruito la sua ascesa attraverso il circuito minore prima di ritagliarsi una collocazione stabile tra i protagonisti del tour maggiore. La sua è una storia fatta di gavetta più che di precocità clamorosa: un giocatore che è migliorato per gradi, fino a entrare per diverse stagioni nella parte alta del ranking mondiale e a confrontarsi, in più occasioni, con avversari di primissimo piano.
Il suo percorso è segnato anche da una vicenda personale dolorosa, avendo perso entrambi i genitori in giovane età: un dato biografico che la stampa ha spesso richiamato per spiegare la maturità e la compostezza con cui affronta il campo.
Il suo tennis
Djere è un giocatore di impronta classicamente terraiola. Destro con rovescio a due mani, basa il suo gioco sulla solidità da fondo campo e su un dritto pesante, caricato di rotazione, con cui costruisce lo scambio e spinge l’avversario lontano dalla riga di fondo. Non è un attaccante nato né un servitore dominante: la sua forza sta nella continuità, nella capacità di reggere lunghi scambi e di non concedere errori gratuiti quando il ritmo si alza.
Questo profilo lo rende particolarmente efficace nelle condizioni in cui il rimbalzo è alto e il tempo di gioco si allunga, dove la sua pazienza e la gestione delle palle break diventano un vantaggio. Nei momenti migliori ha mostrato anche una buona lettura del campo, alternando il carico sul dritto a cambi di direzione per aprirsi il campo e chiudere il punto.
Sulle diverse superfici
La terra battuta è, senza dubbi, l’habitat naturale di Djere: è lì che ha ottenuto i risultati più convincenti e che il suo tennis di rotazione e attesa rende al massimo. Sul cemento i suoi rendimenti sono stati più altalenanti, perché la minore collaborazione della superficie penalizza chi, come lui, costruisce il punto con pazienza anziché accorciare lo scambio con il servizio e le prime due palle.
Sull’erba, come per molti specialisti del rosso, l’adattamento è stato storicamente più complicato, trattandosi della superficie più lontana dalle sue caratteristiche. Resta comunque un giocatore capace di partite solide anche lontano dalla terra, soprattutto quando riesce a imporre lo scambio dal fondo.
Trofei e momenti chiave
Il risultato che ha dato una svolta alla sua carriera è arrivato a Rio de Janeiro nel 2019, dove ha conquistato il suo primo titolo sul tour maggiore in un torneo di categoria 500, giocato sulla terra. Fu un successo pesante, che gli valse un balzo significativo in classifica e lo proiettò tra i giocatori da seguire sul rosso.
Negli anni successivi ha aggiunto un ulteriore titolo sul circuito maggiore, anch’esso maturato sulla terra battuta, confermando la propria vocazione per questa superficie. A questi vanno affiancati i traguardi del circuito minore e diverse affermazioni di prestigio contro avversari di alto livello, che ne hanno accompagnato la permanenza nelle posizioni che contano del ranking.
Trofei principali
- Titolo ATP 500 sulla terra a Rio de Janeiro (2019)
- Un ulteriore titolo sul tour maggiore, sempre sul rosso
Nel complesso, la carriera di Djere racconta quella di un terraiolo autentico: mai sopra le righe, ma capace di giocarsela con chiunque quando il campo rallenta e la partita diventa questione di gambe, pazienza e dritto.