Hijikata-Hanfmann, la finale di Basilea tutta da decifrare
Due outsider si giocano il titolo nell'indoor svizzero: un solo precedente e due settimane in crescendo a separarli dal trofeo.
La finale di Basilea mette di fronte due giocatori che hanno costruito la loro settimana mattone dopo mattone, arrivando all’ultimo atto del torneo svizzero sul cemento indoor. Da una parte l’australiano R. Hijikata, dall’altra il tedesco Y. Hanfmann: nomi che raramente compaiono in un ultimo atto di questo calibro e che proprio per questo rendono il duello difficile da incasellare in partenza. Entrambi destrimani, entrambi a caccia di un acuto che darebbe peso specifico all’intera stagione.
Il cammino verso la finale
I due sono arrivati all’appuntamento nello stesso identico giorno. Il 24 ottobre Hijikata ha superato M. Kecmanovic in semifinale, confermando una condizione di forma che lo accompagna nelle fasi calde del torneo. Nella stessa giornata Hanfmann ha avuto la meglio su M. Giron, chiudendo un percorso che lo ha portato fino in fondo al tabellone. Nessuno dei due, insomma, è capitato in finale per caso: entrambi hanno dovuto vincere la partita che conta per guadagnarsi questo palcoscenico, e questo è un primo elemento che mette i contendenti sullo stesso piano.
Precedenti
La storia diretta tra i due è scarna ma non muta. L’unico confronto risale al 16 gennaio 2023, al primo turno degli Australian Open, e si era chiuso in favore di Hijikata. Un singolo episodio, lontano nel tempo e maturato su una superficie diversa da quella odierna, che va preso per quello che è: un indizio, non una sentenza. Tre stagioni separano quel match dalla finale di oggi, e in mezzo entrambi i giocatori sono cambiati, nel ranking e nel bagaglio tecnico. Resta però il dato che, quando si sono incrociati, a passare è stato l’australiano.
La forma recente
Qui il confronto si fa più sfumato. Hijikata porta a Basilea un bilancio recente altalenante, fatto di vittorie pesanti e di qualche battuta d’arresto: nelle scorse settimane aveva raggiunto la finale a Tokyo alla fine di settembre, prima di inciampare al debutto di Almaty contro T. Atmane e a Shanghai contro R. Safiullin. Il successo su Kecmanovic in semifinale racconta però di un giocatore capace di alzare il livello quando il tabellone si stringe.
Hanfmann arriva a sua volta da un percorso fatto di luci e ombre. Il tedesco ha messo in fila risultati importanti nei turni iniziali di diversi tornei, come la vittoria su K. Majchrzak a Shanghai, ma ha anche conosciuto uscite nette, come a Bruxelles contro M. Damm. La semifinale di Pechino alla fine di settembre e quella di Kitzbühel in estate testimoniano comunque una continuità di rendimento che a Basilea è sfociata nella prima finale della sua settimana. Due curve di forma diverse nel disegno, ma convergenti nel punto d’arrivo.
Stile e superficie
Il campo indoor di Basilea tende a premiare chi sa prendere l’iniziativa e chi gestisce bene i primi colpi dello scambio, perché il rimbalzo regolare e la velocità della superficie lasciano meno tempo per rincorrere. È un contesto che chiede solidità al servizio e lucidità nei momenti in cui il punto si decide in pochi colpi. Entrambi i finalisti hanno dimostrato in questa settimana di saper reggere la pressione dei turni a eliminazione diretta, e sarà interessante vedere chi dei due riuscirà a imporre il proprio ritmo fin dai primi game, quando la tensione di una finale può pesare sulle gambe e sul braccio.
Il peso della posta in gioco
Una finale resta un terreno a sé. Hijikata ha un vantaggio esperienziale da non trascurare, avendo già vissuto l’emozione di un ultimo atto a Tokyo poche settimane fa, anche se quell’occasione non si era tradotta in titolo. Hanfmann, dal canto suo, si presenta con la freschezza di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare, una condizione mentale che in certi casi libera il gioco più del previsto. La gestione delle palle break, in una partita che promette equilibrio, potrebbe diventare il vero spartiacque: pochi punti, giocati bene, basteranno a spostare l’inerzia.
I due si affacciano a questa finale con credenziali differenti ma comparabili, un solo precedente alle spalle e la stessa voglia di chiudere la settimana con un trofeo. Sarà il campo, più di ogni statistica, a dire chi avrà saputo tenere i nervi più saldi nel momento decisivo.
Oggi la può spuntare Hijikata: ha dalla sua l'unico precedente diretto e la maggiore abitudine recente a giocarsi una finale, dopo quella raggiunta a Tokyo. Margine comunque sottile, Hanfmann è in palla e può trascinarlo al terzo set.