ATP · Russia · destro

Karen Khachanov

Potenza da fondo campo e un fisico imponente: Karen Khachanov è uno dei picchiatori più solidi del circuito, capace di grandi exploit nei tornei che contano.

Nato 1996-05-21 (30 anni)
Circuito ATP
Superficie cemento
Titoli vinti Masters 1000 Parigi 2018 e oro olimpico 2021
Stile di gioco Potenza da fondo e servizio pesante, gioco lineare e fisico

Chi è

Karen Khachanov è uno dei volti più riconoscibili del tennis russo degli ultimi anni, un giocatore che ha costruito la propria identità sulla potenza e su una struttura fisica fuori dal comune. Alto quasi due metri, con una presenza in campo che si nota a prima vista, è approdato giovanissimo sul tour maggiore dopo aver fatto esperienza nei circuiti minori, dove ha raccolto alcuni successi che gli hanno spianato la strada verso i tornei più importanti. Nel corso della carriera si è stabilmente collocato nei piani alti della classifica mondiale, toccando posizioni molto vicine ai primi dieci e restando a lungo un avversario temuto da chiunque.

Il suo tennis

Il marchio di fabbrica di Khachanov è la forza bruta messa al servizio di un tennis ordinato. Il dritto è l’arma con cui costruisce la maggior parte dei punti: colpito con grande violenza, gli permette di prendere l’iniziativa e di spingere l’avversario dietro la linea di fondo. Il servizio, favorito dalla leva garantita dalla statura, gli regala molti punti diretti e lo aiuta a gestire i momenti di tensione tenendo i propri turni di battuta. Il rovescio a due mani è un colpo affidabile, che usa soprattutto per controllare lo scambio in attesa di aprirsi il campo con il dritto.

Il suo tennis vive di aggressività: quando trova il ritmo diventa difficilissimo da contenere, perché dilata gli angoli e accorcia gli scambi. Il rovescio della medaglia è una certa dipendenza dalla giornata di tiro, con fasi in cui la mira può venire meno. Negli anni ha comunque affinato la capacità di restare dentro le partite anche nei frangenti meno brillanti, mostrando una tenuta mentale che nelle prime stagioni non sempre era così evidente.

Sulle diverse superfici

Il cemento, soprattutto nelle condizioni al coperto, è l’ambiente ideale per le sue caratteristiche: superfici rapide esaltano il servizio e la potenza del dritto, permettendogli di chiudere gli scambi in pochi colpi. Non è però un giocatore limitato a una sola resa. Sulla terra battuta ha saputo ottenere risultati di rilievo, adattando il proprio gioco a scambi più lunghi e sfruttando il peso di palla per logorare gli avversari. Sull’erba la sua resa è stata più altalenante, come spesso accade ai picchiatori di questa stazza, ma anche su questo manto ha saputo ritagliarsi buone prestazioni nei tornei principali.

Trofei e momenti chiave

Il momento che ha dato una svolta alla sua carriera è arrivato con il trionfo al Masters 1000 di Parigi-Bercy nel 2018, dove superò in finale il numero uno del mondo: un risultato che lo proiettò definitivamente tra i grandi del circuito. A livello internazionale ha vissuto un’altra pagina importante conquistando la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici, un riconoscimento che pesa in modo particolare nella sua terra d’origine.

Nelle prove del Grande Slam ha saputo spingersi fino alle fasi finali dei tabelloni, raggiungendo in più di un’occasione le semifinali e confermando di poter competere con i migliori sulla distanza dei cinque set. Oltre ai titoli, la sua carriera è segnata dalla costanza con cui, stagione dopo stagione, è rimasto un protagonista dei tornei più prestigiosi.

In sintesi

Khachanov resta un giocatore capace di accendersi nelle giornate importanti, un atleta la cui potenza continua a renderlo un cliente scomodo per chiunque incroci la sua strada.

Nostre analisi recenti su Karen Khachanov